Blog: http://ofyp.ilcannocchiale.it

In Fiore

L’ultima volta che lo vide era nello stesso posto, seduto davanti a un negozio di quel grande centro commerciale.
L’aveva colpito, quella volta, lo sguardo assorto e il leggero sorriso che aveva dipinto in faccia. Aveva un’aria sognante, pregna di quei sogni che fanno sussultare il cuore.
Stringeva tra le mani una busta di carta chiara con una scritta blu, riempita pochi minuti prima nel negozio di fronte.
Erano passati sei anni. Da quel momento, da quando aveva in viso l’amore stordente dei primi tempi, da quando stava seduto a pregustare serate romantiche e nottate di passione, non l’aveva più né visto né sentito.
Non per cattiveria o negligenza, Giorgio era una di quelle persone con le quali faceva piacere stare, sempre acuto e pieno di saggezza, e neanche per dimenticanza: per routine.
Si era lasciato travolgere dagli eventi e le telefonate, per non parlare delle uscite, si erano ridotte al lumicino per poi spegnersi, così, come avessero aperto la porta a far corrente sulla sua torta di compleanno.
- “Giorgio…”, esordì.
- “Ehi…”, rispose l’uomo con voce flebile e nera.
- “Una vita che non ci vediamo!”
- “Si, una vita…”
- “Non hai una bella faccia…”
- “Problemi di consapevolezza.” Era sempre incredibilmente fermo.
- “Mmm?”
- “La amo da morire ma inizio a chiedermi perché”.
Si sedette di fianco a Giorgio che neanche alzò la testa. Rimasero lunghi minuti in silenzio, l’uno a fissarsi le mani e l’altro ad aspettare una parola.
(continua)

Pubblicato il 24/1/2011 alle 9.53 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web