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Mi ritrovo a pensare a te

Mentre la neve scende, lenta e inesorabile, a coprire tutto attutendo i rumori, lascio che la sigaretta mi si consumi tra le dita e chiudo gli occhi. Fa freddo, il freddo che la mia città si merita, che forse l’uomo si merita, ed io sono tra quelli.
Il silenzio assordante della neve inizia a farsi strada dentro di me e mi ritrovo lì, davanti a quel chiosco mal tenuto, con il sole delle dodici, quello che ti scende a picco sul cranio, ad asciugarmi i capelli mentre tu mi prosciughi i pensieri.
D’un tratto fa caldo, fuori e dentro. Il cuore inizia a galoppare come solo a sedici anni, e sento le guance arrossarsi di te.
E ogni giorno era così, con te stretta in un bikini nero e con me a bere bibite, con la voglia matta di appoggiare le mie labbra sulle tue, che avrebbero avuto il sapore delle pesche.
Ne sono ancora convinto adesso dopo migliaia di giorni. E mi perdevo dentro quegli occhi scuri, a seguire il profilo del tuo naso, ad accarezzare con gli occhi i tuoi fianchi per poi scendere giù, a vergognarmi sul tuo sedere tondo per poi portare gli occhi sulla lista dei gelati o, più romanticamente, nel mare.
Neanche un bacio ma tanto amore.
Unilaterale.
Mio.
Egoista, io, non te ne ho mai parlato.
E ancora mi prendo in giro pensando che tu non te ne sia mai accorta.
Chissà dove sei, cosa fai, chi si perde nei tuoi occhi o chi appoggia lo sguardo prepotente sui tuoi glutei.
In fin dei conti poco m’importa.
Non ti ho mai baciata ma sei stata mia.
Per un’estate.
Tutta l’estate.

Pubblicato il 1/2/2011 alle 13.43 nella rubrica Diario.

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